Il settore fotovoltaico risente pesantemente degli incentivi pubblici, e non sempre è semplice orientarsi in una selva di norme, clausole e condizioni. Forniamo di seguito una guida per trovare la soluzione più adatta ad ogni situazione.
Transizione 5.0: un importante aiuto alle imprese innovatrici
Il bando Transizione 5.0 è un programma di incentivi promosso dal Governo italiano con l’obiettivo di favorire
- la digitalizzazione,
- l’innovazione tecnologica
- e la sostenibilità ambientale
delle imprese italiane e mira a supportare le aziende nella transizione verso modelli produttivi più avanzati e sostenibili.
Questo strumento prevede agevolazioni economiche sotto forma di crediti d’imposta o altre forme di contributi per investimenti in tecnologie innovative, formazione del personale e processi di efficientamento energetico. L’obiettivo è rendere le imprese italiane più competitive a livello globale, ridurre l’impatto ambientale e promuovere l’adozione di tecnologie Industry 4.0.
Comunità Energetiche Rinnovabili: quando i benefici diventano patrimonio di una collettività
Grazie alle CER, i risultati di produzione, risparmio, autoconsumo relativi al fotovoltaico vengono spostati da un piano individuale (produttore e consumatore sono lo stesso soggetto) ad un piano di comunità, dove esiste almeno un produttore (ma anche più) e un insieme di consumatori, dove tutti afferiscono alla stessa cabina di media tensione che in qualche modo “accomuna” tutti i partecipanti.
In questo modo si incentiva la produzione di energia dal sole proprio là dove esiste una esigenza di consumo, evitando le “cattedrali nel deserto” che in passato sono state realizzate forse più per un ritorno economico individuale che collettivo. Possiamo dire che, essendo gli incentivi pubblici, i tristemente famosi campi di pannelli fotovoltaici realizzati dove non c’era una reale necessità di energia in loco sono stati un sistema di trasferimento di denaro dalla collettività ai singoli, realizzatori di tali opere; con le CER avviene invece una distribuzione dell’energia da fotovoltaico (o dei benefici ad essa collegata) dai singoli produttori alla collettività circostante.
Ma cosa conviene, ad una azienda?
Nell’approcciarsi all’acquisto di un impianto fotovoltaico, oltre ad una attenta analisi
- del prodotto offerto,
- del progetto presentato,
- del fornitore e
- delle garanzie che ci fornisce l’installatore,
è molto importante conoscere anche gli incentivi a disposizione.
In questo momento, per le industrie in particolare, esistono due fortissimi incentivi che però richiedono un po’ di attenzione prima di procedere.
Vediamo in estrema sintesi le caratteristiche di ciascuno dei due.
L’incentivo che sotto il nome di “Transizione 5.0” prevede diverse percentuali di ritorno fiscale a seconda dell’importo di investimento e del livello di efficienatamento energetico raggiunto, sia esso generale di sito produttivo o di singolo provesso. Si veda la tabella sotto, a cui va aggiunta una ulteriore complicazione: l’importo percentuale da calcolare non è sull’investimento effettuato ma sul 130% del valore dell’investimento.
Noi di Ecomenergia apportiamo a questo proposito una soluzione con uno stabilizzatore di tensione (hardware, si tratta di autotrasformatori) che ottiene un triplice risultato:
- un risparmio ricorrente su costi di energia;
- una maggiore durata e minore usura delle apparecchiature, grazie all’eliminazione degli sbalzi di tensione;
- la relizzazione di un intervento trainante ai fini della 5.0
Con la realizzazione di una CER si ottengono benefici diffusi grazie al meccanismo di “scambio virtuale” fra produttore/i e consumatori, oltretutto realizzando anche un minor aggravio della rete elettrica (vicinanza di produttori e consumatori), con un importante “ciliegina“: gli impianti nuovi realizzati in una CER vengono “compensati” con un contributo in conto capitale a fondo perduto del 40%, a condizione che siano realizzati in comuni con meno di 30.000 abitanti.
Alla fine, cosa conviene fare?
Una volta verificate le condizioni di ammissibilità ad entrambi gli incentivi, esistono alcune considerazioni a favore di una o dell’alltra che possono far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra.
Ad esempio, per la transizione 5.0, si possono citare:
- Un beneficio maggiore (45,5%)
- Un risparmio ripetitivo negli anni (grazie all’operazione di ottimizzazione)
- Una minore usura delle apparecchiature (in caso di adozione dello stabilizzatore di energia)
Per le CER invece possiamo citare:
- Anche se il beneficio è inferiore (40%) è in conto capitale e non come sgravio fiscale;
- Esiste anche un beneficio per i kw prodotti, pari a circa 9 c€/kwh, (sempre che esista una collettività che consuma durante le ore di produzione)
- Il beneficio viene distribuito anche ad una comunità locale e non rimane di esclusiva pertinenza del produttore.
Come iniziare?
- Valuta la fattibilità: vedi il nostro diagramma di flusso.
- Se sei papabile per Transizione 5.0: avvia subito una settimana di monitoraggio gratuito.
- Se opti per la CER: chiedici una consulenza con analisi di dettaglio di tutti i benefici e dell’iter da seguire.
- Ma ricorda: tutto deve essere realizzato e concluso entro il 31 dicembre 2025!
Il valore della competenza
I benefici sono molto importanti ma bisogna muoversi per tempo e con competenza: affidati a chi ha gestito migliaia di clienti dal progetto iniziale alla conclusione finale di tutte le pratiche!



















