Dal risparmio energetico al ROI: perché il fotovoltaico è un asset strategico per le aziende
Come considerare l’investimento in fotovoltaico?
Se sei un gestore di patrimoni, o semplicemente stai cercando una allocazione intelligente e diversificata del tuo patrimonio aziendale, ecco alcune indicazioni su come valutare l’investimento in fotovoltaico.
Come si sa, una regola nota a tutti gli operatori economici è quella di “non mettere tutte le uova in un unico cestino”. Questo per minimizzare il rischio, allocando le risorse (uova) in posti diversi in modo da azzerare la possibilità di perdita di tutto il patrimonio.
A quali regole attenersi?
quando riguardano il futuro.
Se questo è sempre vero, esistono però alcune previsioni che sono più facili di altre, ad esempio:
- il mondo avrà sempre bisogno di energia;
- l’energia costerà sempre di più, nel tempo, seguendo almeno l’andamento dell’inflazione;
- essere autonomi dal punto di vista energetico garantirà sempre una minore dipendenza da oscillazioni eccezionali ed arbitrarie da parte dei gestori e fornitori di energia.
La regola della piramide
Nelle diverse opzioni a disposizione dei gestori di capitali, appare sempre evidente un rapporto di proporzionalità inversa fra remunerazione dell’investomento e rischiosità dello stesso, cioè, in soldoni:
- più un investimento è sicuro, e meno, di solito, rende;
- più un investimento rende, e più – di solito – è rischioso.
Nella allocazione degli investimenti è bene quindi adottare una strategia a piramide, dove la base – più larga – viene occupata da investimenti a maggior sicurezza (ad esempio immobiliare), per salire, via via salendo, ad investimenti a maggior resa e minor sicurezza, passando dall’oro, ad esempio, ai titoli di stato, ai titoli di borsa a maggior capitalizzazione fino ad arrivare, nella punta, a titoli a maggior rischio e – per contro – maggior resa.
Ma come inquadrare l’investimento in fotovoltaico?
Anche qui, possiamo avere alcune previsioni facili, come ad esempio:
- il sole illuminerà sempre la terra;
- una volta garantito l’accesso all’energia derivante dal sole, questa indipendenza viene garantita per sempre (non potrà essere tolta);
- la durata dei pannelli è garantita come per nessun altro prodotto: si pensi a telefonini o computer, che raggiungono una obsolescenza in pochi o pochissimi anni, ma anche ad altri beni, come le automobili, linee di produzione, ecc.: nessuno si avvicina neanche lontanamente alla durata dei pannelli fotovoltaici (40 e più anni)
Di conseguenza, l’investimento in FV può essere assimilato a quello in titoli di stato a lunga durata, anche se questi ultimi non garantiscono indipendenza energetica nè tantomeno sono green.
Vediamo quindi un confronto puramente finanziario basato su un caso reale.
Confronto finanziario fra titoli a reddito fisso e fotovoltaico
Esempio concreto: Impianto da 50 kWp su capannone industriale – ispezione termografica drone: Rilevata stringa non funzionante e hot spot a 185°C (temperatura normale: 40-50°C). Intervento tempestivo evitato: rischio incendio + recupero di produzione del 15% annuo.
Vediamo un caso concreto. Abbiamo confrontato una offerta di impianto fotovoltaico ad un cliente con i benefici del bando “Transizione 5.0”, quindi con pannelli europei, ed un credito fiscale pari al 35% dell’investimento, e ipotizzato i flussi di cassa considerando il risparmio di energia, la vendita degli eccessi di produzione (RID o rimessa diretta), l’aumento del costo dell’energia negli anni, il tasso di sconto, il calo annuo di produzione, ecc. ed abbiamo considerato un analogo importo impiegato in titoli di stato, per la stessa durata (25 anni).
I risultati, in termini di IRR (Internal Rate of Return) e di NPV (Net Present Value, la somma dei flussi di cassa attualizzati) sono ampiamente a favore dell’investimento in fotovoltaico:
Qui di seguito invece un confronto sinottico fra i due tipi di investimento, dove si vede che, a parità di sicurezza dell’investimento, quello in titoli a reddito fisso vince solo in relazione alla possibilità di smobilitare o liquidare il capitale in tempi brevi, mentre per tutti gli altri parametri il fotovoltaico risulta vincente a piene mani.
L’importanza della competenza
In conclusione, in una strategia di diversificazione di portafoglio il fotovoltaico rientra a pieno titolo in quella parte destinata
- a rendere nel tempo,
- generando aumento di valore considerevole
- in assenza di rischi significativi.



















